Ma come investono le donne? Non esiste uno studio sufficientemente ampio e rappresentativo dello scenario mondiale. Forse andrebbe condotto. Sarebbe un lavoro di enormi dimensioni ma certamente molto utile anche per orientare l’operato degli asset manager e degli intermediari finanziari. È evidente, e non è necessario che ce lo dimostrino dei numeri e delle percentuali, che l’attitudine e la sensibilità all’investimento siano diverse a seconda dello spaccato sociale e territoriale a cui ci si riferisce.

Persino in Italia, una delle potenze più sviluppate al mondo, ci sono differenze enormi del comportamento delle donne in relazione alla propria dimensione economica, che è radicalmente diverso tra le varie zone del paese. Allargando l’orizzonte ad un ambito internazionale, molte indagini raccontano come le donne siano ampiamente sotto-rappresentate nel mondo degli investimenti.

La ‘She-economy’ per combattere violenza economica sulle donne

Le cose stanno comunque cambiando. C’è una attenzione crescente alla cosiddetta ‘she-economy’ e c’è la convinzione diffusa che saranno le donne, nei prossimi anni, ad accumulare ricchezza più velocemente rispetto agli uomini, portando avanti il trend già forte dell’ultimo decennio. Un aspetto importante è rappresentato dalla maggiore aspettativa di vita delle donne: la longevità femminile ha determinato che, solo nel 2020, circa 22 mila miliardi di asset siano passati dal mondo maschile a quello femminile soltanto negli Usa.

Lo sa bene Christine Lagarde, ex Direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi) e ora Presidente della Banca Centrale Europea, che si dice convinta che molte economie potrebbero registrare aumenti del Pil a due cifre se sostenessero di più le donne nel mercato del lavoro, se si sfruttassero di più le loro competenze e se venissero aiutate di più a conciliare vita professionale e personale, contrastando la gender diversity.

“investimenti

Donne e servizi finanziari: il lato sostenibile degli investimenti

Quanto alle scelte di investimento femminili, tornando all’Italia, una indagine molto interessante l’ha condotta il Forum per la finanza sostenibile. I dati si riferiscono al 2018, ma sono ancora attendibili e attuali. Intanto per uomini e donne, le finalità principali degli investimenti sono la tutela del nucleo familiare (circa il 60% dei risparmiatori investe per far fronte alle spese della famiglia, programmate o impreviste, o accantonare somme da donare a figli e nipoti). Le donne più degli uomini investono in ottica di risparmio per sé stesse e per la propria vecchiaia (35% vs 28%).

Per le donne il consiglio di consulenti esperti è il modo principale di valutare e orientare le proprie scelte: una su due investe solo in prodotti consigliati (a fronte del 39% degli uomini) e solo il 15% non ha un consulente che la segue (a fronte del 23% degli uomini). Tra le donne si rileva una quota maggiore di risparmiatrici che si affidano al parere di familiari ed amici per le proprie decisioni finanziarie (22% vs 12%). Le donne si mostrano più sensibili degli uomini ai temi della sostenibilità quando compiono le proprie scelte d’investimento, soprattutto rispetto alle questioni della sfera sociale che le riguardano direttamente. Il 73% degli intervistati ritiene che i temi ambientali, sociali e di governance siano importanti nel mondo della finanza: tra le risparmiatrici la percentuale raggiunge il 77% (8% più degli uomini). Quindi c’è interesse, ci sono le intenzioni ma manca ancora qualche tassello al mosaico.

“servizi

In che modo si può sensibilizzare le donne che mancano all’appello a prendere in mano il proprio destino finanziario? Come fare in modo che da risparmiatrici diventino investitrici? Molte le idee interessanti della protagonista della nostra conversazione, Kristina Hooper, Chief Global Market Strategist di Invesco, colosso mondiale degli investimenti. Un gruppo che, se si va a curiosare sul suo sito, sfrutta l’immagine dell’Ama Dablam per raccontare la sua missione. L’Ama Damlan (6848 metri) è una vetta fa parte della catena orientale dell’Himalaya. Un modo efficace per spiegare che raggiungere traguardi finanziari è una scalata verso una cima lontana e difficile, ci vuole “perseveranza, una guida esperta e un orizzonte temporale di lungo periodo”. E questo vale per tutti, ma per le donne a volte è un pochino più complicato.Ma come investono le donne? Non esiste uno studio sufficientemente ampio e rappresentativo dello scenario mondiale. Forse andrebbe condotto. Sarebbe un lavoro di enormi dimensioni ma certamente molto utile anche per orientare l’operato degli asset manager e degli intermediari finanziari. È evidente, e non è necessario che ce lo dimostrino dei numeri e delle percentuali, che l’attitudine e la sensibilità all’investimento siano diverse a seconda dello spaccato sociale e territoriale a cui ci si riferisce.

Persino in Italia, una delle potenze più sviluppate al mondo, ci sono differenze enormi del comportamento delle donne in relazione alla propria dimensione economica, che è radicalmente diverso tra le varie zone del paese. Allargando l’orizzonte ad un ambito internazionale, molte indagini raccontano come le donne siano ampiamente sotto-rappresentate nel mondo degli investimenti.

La ‘She-economy’ per combattere violenza economica sulle donne

Le cose stanno comunque cambiando. C’è una attenzione crescente alla cosiddetta ‘she-economy’ e c’è la convinzione diffusa che saranno le donne, nei prossimi anni, ad accumulare ricchezza più velocemente rispetto agli uomini, portando avanti il trend già forte dell’ultimo decennio. Un aspetto importante è rappresentato dalla maggiore aspettativa di vita delle donne: la longevità femminile ha determinato che, solo nel 2020, circa 22 mila miliardi di asset siano passati dal mondo maschile a quello femminile soltanto negli Usa.

Lo sa bene Christine Lagarde, ex Direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi) e ora Presidente della Banca Centrale Europea, che si dice convinta che molte economie potrebbero registrare aumenti del Pil a due cifre se sostenessero di più le donne nel mercato del lavoro, se si sfruttassero di più le loro competenze e se venissero aiutate di più a conciliare vita professionale e personale, contrastando la gender diversity.

“investimenti

Donne e servizi finanziari: il lato sostenibile degli investimenti

Quanto alle scelte di investimento femminili, tornando all’Italia, una indagine molto interessante l’ha condotta il Forum per la finanza sostenibile. I dati si riferiscono al 2018, ma sono ancora attendibili e attuali. Intanto per uomini e donne, le finalità principali degli investimenti sono la tutela del nucleo familiare (circa il 60% dei risparmiatori investe per far fronte alle spese della famiglia, programmate o impreviste, o accantonare somme da donare a figli e nipoti). Le donne più degli uomini investono in ottica di risparmio per sé stesse e per la propria vecchiaia (35% vs 28%).

Per le donne il consiglio di consulenti esperti è il modo principale di valutare e orientare le proprie scelte: una su due investe solo in prodotti consigliati (a fronte del 39% degli uomini) e solo il 15% non ha un consulente che la segue (a fronte del 23% degli uomini). Tra le donne si rileva una quota maggiore di risparmiatrici che si affidano al parere di familiari ed amici per le proprie decisioni finanziarie (22% vs 12%). Le donne si mostrano più sensibili degli uomini ai temi della sostenibilità quando compiono le proprie scelte d’investimento, soprattutto rispetto alle questioni della sfera sociale che le riguardano direttamente. Il 73% degli intervistati ritiene che i temi ambientali, sociali e di governance siano importanti nel mondo della finanza: tra le risparmiatrici la percentuale raggiunge il 77% (8% più degli uomini). Quindi c’è interesse, ci sono le intenzioni ma manca ancora qualche tassello al mosaico.

“servizi

In che modo si può sensibilizzare le donne che mancano all’appello a prendere in mano il proprio destino finanziario? Come fare in modo che da risparmiatrici diventino investitrici? Molte le idee interessanti della protagonista della nostra conversazione, Kristina Hooper, Chief Global Market Strategist di Invesco, colosso mondiale degli investimenti. Un gruppo che, se si va a curiosare sul suo sito, sfrutta l’immagine dell’Ama Dablam per raccontare la sua missione. L’Ama Damlan (6848 metri) è una vetta fa parte della catena orientale dell’Himalaya. Un modo efficace per spiegare che raggiungere traguardi finanziari è una scalata verso una cima lontana e difficile, ci vuole “perseveranza, una guida esperta e un orizzonte temporale di lungo periodo”. E questo vale per tutti, ma per le donne a volte è un pochino più complicato.

“DONNE SCIENZA INVENZIONE CARRIERA – Progetto di Gianna Martinengo”
Dalle esperienze alle skill al role model, viaggio tra le professioniste e scienziate che stanno facendo progredire il mondo della scienza italiano e internazionale. Interviste a “mente aperta” anticipate da un viaggio nei diversi mercati dell’innovazione.

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