L’excursus, che la professoressa Grazia Pagnotta, docente di Storia dell’ambiente all’Università Roma Tre, fa del rapporto dell’uomo con l’ambiente nell’intervista qui di seguito, è particolarmente toccante. Dal legno, al carbone, alle nuove fonti di energia rinnovabili, la storia contemporanea è stata segnata da un progresso che ha portato l’uomo ad avere condizioni di vita sempre migliori e la natura a soffrire sempre di più proprio a causa di queste stesse innovazioni.

Il punto di rottura, secondo molti, si sta avendo proprio in questa fase pandemica: anche se non essere senziente, il pianeta ha avvisato i suoi abitanti del fatto che un estremo consumo di risorse, oltre ad avere un irreversibile impatto ambientale, può generare effetti incontrollati che si ripercuotono sulla salute degli individui. E allora il gioco si fa pericoloso e, come stiamo vedendo in questi mesi, costoso: una guerra contro un nemico sfuggente che non si combatte a suon di trattati, armi o ricatti e che porta un’infinità di lutti.

Forse è arrivato il momento di comprendere che i temi tanto amati e oggi in voga, ambiente, green, sostenibilità, non possono essere considerati solo come contenuti di studio, cui peraltro si stanno appassionando anche le giovani e le studentesse.

Uomo e ambiente: non basta un movimento ecologista, serve un’ecologia umana

C’è qualcosa di più, che voglio qui condividere: come già la professoressa Pagnotta anticipa, non è sufficiente pensare a formule più sostenibili di mobilità, di riscaldamento, di consumo del territorio se non si fanno entrare nel ragionamento anche le persone e le organizzazioni. Le persone, infatti, sono i soggetti che, nel bene e nel male, agiscono, studiano, ricercano e pongono in essere comportamenti per migliorare la loro condizione di vita; in questo percorso di cambiamento e sviluppo costante non sono sole, ma interdipendenti e correlate tra loro. Agiscono dunque in modo collettivo e convergente, per gruppi; da qui nascono le politiche e le scelte, anche ambientali, che poi hanno conseguenza sul quotidiano e sulla salute delle persone e del pianeta.

“disastro

Se, dunque, vogliamo iniziare a consegnare – come anche ben spiegato dal neo Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi nel suo discorso alle Camere – ai nostri figli e nipoti un Paese più “sano” (e non solo dal punto di vista ecologico!) e con una prospettiva reale di crescita sostenibile (ovvero anche nel rispetto dell’ambiente) dobbiamo iniziare a ragionare sulle società di umani che operano nei tanti contesti. Studiando queste riusciremo a capire come intervenire per proteggere la natura e il pianeta.

Per questo non possiamo parlare semplicemente di ecologia, bensì di “ecologia umana”: siamo parte integrante del mondo, ne abbiamo la responsabilità e dobbiamo integrare le conoscenze sui gruppi con le conoscenze sulla natura e i suoi cambiamenti. Tenendo presente che la maggior parte di questi ultimi è causata dai primi… ossia da noi. Dal consumo del territorio, al disboscamento delle foreste, all’uso dei pesticidi: le società umane trasformano l’ambiente? Ebbene, questo fare indiscriminato che ci ha portato sino a qua non è più accettato: vanno poste nuove basi, con nuove sensibilità e una vera transizione energetica verso fonti rinnovabili.

Il discorso è rivolto sia ai giovani che alle giovani, in maniera uguale, ma come sempre alle donne spetta il compito di ideare, grazie alle proprie soft skill, soluzioni multi-fattoriali, che aggreghino il lavoro di più specialisti afferenti a più branche scientifiche. Di non smettere di trovare soluzioni creative e fantasiose per creare nuovi stili di vita e di relazione sociale.

Affermare che questo delicato approccia sia di pertinenza di un solo genere è fuorviante e ingenuo: ci sono sfide che i singoli non possono vincere. È necessario un impegno comune, sovranazionale, proprio per operare in seno alla società di persone, non in seno a un solo gruppo di potere o lobby. Qui e con questi presupposti, non altri, si costruisce la vera sopravvivenza del pianeta.

“DONNE SCIENZA INVENZIONE CARRIERA – Progetto di Gianna Martinengo”
Dalle esperienze alle skill al role model, viaggio tra le professioniste e scienziate che stanno facendo progredire il mondo della scienza italiano e internazionale. Interviste a “mente aperta” anticipate da un viaggio nei diversi mercati dell’innovazione.

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