Vogliamo, tutti insieme, contribuire alla ripartenza del Paese, sin da subito, non appena il Coronavirus darà un po’ di tregua anche al business? Allora abbiamo una cosa da fare: sostenere e valorizzare e far crescere le imprese di famiglia, soprattutto quelle guidate dalle donne. Proprio queste aziende – compresa quella della sottoscritta – indipendentemente dalla dimensione, riescono a ottenere risultati migliori e a competere maggiormente sui mercati.

I numeri riguardanti le aziende familiari sono noti, ma è bene rispolverarli insieme. Secondo l’Osservatorio AUB sulle imprese familiari italiane dedicato specificamente alla presenza delle donnein questo tipo di imprese, l’assetto proprietario delle realtà imprenditoriali nel nostro Paese è composto per il 70,9% delle piccole e per il 60,8% delle medio-grandi da aziende familiari. La percentuale di consiglieri donna si attesta circa attorno al 21%; le aziende familiari con almeno il 20% di donne nel CdA è pari al 52% (il dato è riferito al 2016; era circa il 48% nel 2007), mentre è pari al 35% e 40% (nel primo caso tra 20 e 50 milioni di fatturato, nel secondo con fatturato minore a 50 milioni) nel caso di aziende con almeno il 33% di donne sempre nel CdA.

donne in azienda

Se i grafici della numerosità femminile sono in salita, ed è un’ottima cosa, va però rilevato che occorrerà guidare con maggior forza le aziende di famiglia di piccole dimensione, che scontano una presenza di consiglieri donna inferiore, oltre alla presenza di vere e proprie leader, rispetto alle aziende di dimensioni più rilevanti.

Interessante è notare anche come il dato “in rosa” si muova all’interno del Paese, vi sono infatti alcune regioni nelle quali la presenza di leader e consiglieri donna è superiore alla media: si tratta di Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto. All’interno di queste regioni, spiccano anche province più virtuose, come Bologna, Brescia, Firenze, Torino, Verona e Vicenza.

E in merito alle performance? È un gran bel vedere, quello che si para di fronte ai nostri occhi: la presenza delle donne, infatti, sembra dare un impulso positivo alle performance (più di quanto accada a quelle guidate da uomini); inoltre, le aziende con donne nel CdA hanno una minore propensione al rischio.

Questa fotografia dell’importanza della presenza delle donne nelle imprese familiari si innesta in un discorso molto più ampio legato alla sopravvivenza e alla gestione strategica delle stesse: è infatti proprio la tipologia di queste aziende a metterle in pericolo, nel momento in cui si trovano ad affrontare il passaggio generazionale. Secondo uno studio del Centro per il Family Business della Libera Università di Bolzano, nove imprese di famiglia su dieci non hanno pianificato questo momento. Non solo: un’azienda su tre sopravvive al passaggio dalla prima alla seconda generazione e solo il 12% arriva alla terza; il 4% arriva alla quarta.

orto familiare azienda

I miglioramenti per le aziende a conduzione familiare:

Cosa manca, cosa si potrebbe fare, per evitare che un patrimonio magari secolare venga disperso? Più azioni potrebbero essere pianificate.

  • La prima: accrescere la presenza e il ruolo delle donne nelle imprese familiari, dato che queste possono fare la differenza per il successo aziendale.
  • La seconda: garantire alle generazioni “entranti” una preparazione sia accademica che sul campo, per fornire ai futuri manager e titolari non solo la passione di famiglia, ma anche la competenza per allargare il mercato, implementare nuove soluzioni, migliorare il business.
  • La terza: accettare di inserire manager esterni all’azienda nel momento in cui si capisce che un apporto non famigliare potrebbe aiutare proprio nella transizione (o che non esistono in famiglia figure con il profilo richiesto).
  • La quarta: mantenere vivo lo spirito dei fondatori dell’impresa familiare, che quasi sempre hanno dedicato la vita alla loro azienda. Instillare questa stessa passione anche nei nipoti, in modo che siano fieri del progetto che stanno traghettando – previa preparazione – in una nuova dimensione di business.

Il Covid ci insegna che tutto può e deve essere modificato – anche a livello di pianificazione aziendale, creazione di nuove opportunità, capacità di adattamento a nuove sollecitazioni del mercato e del cliente – se si vuole continuare a competere. Il riposizionamento, se necessario, delle aziende di famiglia, proprio a partire dalle più piccole, deve essere affrontato con fiducia, competenza e ottimismo, con a fianco da una parte la saggezza dei fondatori, dall’altra il dinamismo delle nuove generazioni, dall’altra ancora il potere del genio femminile.

“DONNE SCIENZA INVENZIONE CARRIERA – Progetto di Gianna Martinengo”
Dalle esperienze alle skill al role model, viaggio tra le professioniste e scienziate che stanno facendo progredire il mondo della scienza italiano e internazionale. Interviste a “mente aperta” anticipate da un viaggio nei diversi mercati dell’innovazione.

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