Si aprono le scommesse su quanti sappiano cosa sia e quando sia stata siglata la Convenzione di Istanbul. Si tratta di un importante atto del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, una Convenzione, appunto, approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011 ed aperta alla firma l’11 maggio 2011 a Istanbul (Turchia). Il trattato si propone di prevenire la violenza, favorire la protezione delle vittime ed impedire l’impunità dei colpevoli. È stato firmato da 32 paesi e il 12 marzo 2012 la Turchia è diventata il primo paese a ratificare la Convenzione. Per quello che riguarda il nostro paese, l’Italia ha sottoscritto la Convenzione il 27 settembre 2012 e il Parlamento ha autorizzato la ratifica con la legge n. 77/2013.

Cosa stabilisce la Convenzione di Istanbul?

La Convenzione riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione. La conseguenza è che gli Stati sono ritenuti responsabili se non garantiscono risposte adeguate a prevenire tale violenza. La portata dell’atto è enorme: parliamo del primo trattato internazionale contenente una definizione di genere che propone una distinzione tra uomini e donne non più basata solo sulle loro differenze biologiche, ma concepita anche secondo categorie ‘socialmente costruite’, che assegnano ai due sessi ruoli e comportamenti distinti.

La Convenzione protegge le donne e le ragazze, indipendentemente dalla loro origine, età, razza, religione, ceto sociale, status di migrante o orientamento sessuale, per non citare che alcuni esempi. Riconosce che ci sono gruppi di donne e di ragazze più esposte al rischio di subire violenze, e che gli Stati hanno l’obbligo di garantire che siano presi in considerazione i loro bisogni di particolare protezione.

Un provvedimento contro la violenza economica

Cosa c’entra tutto questo con il denaro e con la vita finanziaria della donna e della famiglia? C’entra moltissimo, perché la violenza economica è la prima forma di violenza che si consuma all’interno della famiglia, a danno soprattutto di quelle donne che per tradizione, cultura e paura dipendono esclusivamente dall’uomo per ogni scelta e ogni decisione di carattere finanziario. Il tema è rilevante perché la questione della parità di genere, sulla bocca di tutti da decenni ma con risultati e traguardi raggiunti con il contagocce e con sempre enorme fatica, evidenzia un doppio piano: da una parte le grandi battaglie per il riconoscimento alle donne di ruoli apicali nelle aziende, in politica e in ambiti pubblici e da un’altra la necessità di intensificare gli sforzi per sensibilizzare le donne più vulnerabili a rendersi indipendenti e autonome dal punto di vista economico. Sopra a tutto, la madre di tutte le lotte che è quella che vorrebbe arrivare al ‘gender equal pay’, ovvero alla pari retribuzione. Tutti fronti su cui si spende da anni la protagonista della nostra conversazione: Claudia Segre, Presidente di Global Thinking foundation.

“DONNE SCIENZA INVENZIONE CARRIERA – Progetto di Gianna Martinengo”
Dalle esperienze alle skill al role model, viaggio tra le professioniste e scienziate che stanno facendo progredire il mondo della scienza italiano e internazionale. Interviste a “mente aperta” anticipate da un viaggio nei diversi mercati dell’innovazione.

Condividi questa pagina