Abbattiamo con una clava lo stereotipo “al contrario” che vede le donne in cucina ogni giorno, sin da tempi immemori, e gli uomini trasformarsi in chef stellati, depositari del sapere ultimo solo quando si tratta di eccellenza gourmet. Cucinare non è più, nel 2021, questione di genere, ma di passione, pazienza, fatica e determinazione. Soprattutto se ci concentriamo sulla scelta e sulla preparazione del novel food, il cosiddetto cibo del futuro, volto a coniugare nutrizione e sostenibilità ambientale. Ciò significa forse rinunciare al gusto?

Verso un’alimentazione sostenibile

Perché parliamo di un argomento apparentemente lontano dalla scienza? Perché… non è così. Siamo infatti assolutamente inseriti non solo nel quadro della scienza dell’alimentazione, ma soprattutto nella prospettiva delle sfide alimentari nel loro complesso, che comprendono anche la salute del pianeta e la sostenibilità ambientale.

Ciò che mangiamo non è solo il prodotto di un processo di preparazione e cottura, che avviene tra le sapienti mani del cuoco di turno. È la risultante di un percorso che parte da lontanissimo, dal campo (dalla semina alla protezione tramite agrofarmaci), e che giunge attraverso la trasformazione alla commercializzazione e distribuzione. In tutti questi passi vengono utilizzati terreni, viene prodotta Co2, vengono consumate energia elettrica, acqua e così via. E questo percorso ora va ottimizzato.

Le scelte culinarie che le persone compiono non possono più essere dettate dall’edonismo e basta; devono essere correlate anche alla sostenibilità ambientale dei piatti. Le persone come Antonella Leone, intervistata di seguito, hanno proprio questo compito: studiare nuovi alimenti che possano essere sempre più sostenibili. La diffusione del novel food aiuterà il pianeta a “respirare” maggiormente e tutti i popoli a ottenere lo stesso diritto al cibo, indipendentemente dal continente o dalla latitudine in cui sono collocati.

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Novel food: cibo del futuro, cibo sostenibile

Detto con parole più scientifiche, moltissime ricercatrici, negli ultimi anni, hanno intrapreso un percorso di studi ben definito, andando ad approfondire quelli che sono in Europa chiamati “novel food”. Come da normativa del 1997 dell’UE si sta parlando di alimenti che per vari motivi non erano presenti prima di quella data: o perché innovativi, o perché prodotti con tecnologie e processi di produzione nuovi, o perché afferenti ad altre tradizioni di consumo non della nostra area geografica.

Tra i novel food più discussi e ancora in fase di valutazione, vi sono per esempio gli insetti. Antonella Leone sta studiando in quest’ottica il mondo delle meduse.

Perché guardare ai novel food? Perché la dieta del futuro dovrà essere molto più sostenibile, numeri e consumi alla mano, sia per la salute degli uomini che per l’ambiente. Oltre agli aspetti nutrizionali, per esempio, gli scienziati devono correlare il novel food (ma anche tutti gli altri alimenti) ,per esempio, all’emissione di gas serra, oppure al consumo di cibo necessario per produrre un determinato quantitativo di una certa fonte proteica (come nel caso di insetti vs bovini).

Nel caso, poi, per esempio, sia delle meduse che dell’estratto di olio di krill o delle alghe, va considerato un elemento importante: si va ad attingere al mare, attualmente meno “coltivato” di quanto non sia la terraferma, in esaurimento.

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Stiamo toccando, con questi ragionamenti, solo la superficie del tema, assai interessante. Per comprenderlo appieno, dobbiamo da una parte dire addio ad abitudini secolari (considerare inaccettabili gli insetti nel piatto), senza troppi rimpianti, dall’altra impegnarci a costruire, come mondo scientifico, legami sempre più stretti tra agricoltura, allevamento, rispetto dell’ambiente e produzioni per la tavola. Arrivando a prendere il “buono” da ciò che apparentemente ci pare solo “bello”, come le meduse, e a compiere scelte etiche anche in tema di alimentazione sostenibile.

Alla donna, in questo contesto, si chiede flessibilità, capacità di intuire anche ciò che non è visibile a un primo sguardo e di mettere in campo le proprie doti di aggregatrice per far comunicare tra loro, in modo naturale ma del tutto innovativo, più discipline. Dal dialogo nascono infatti i migliori progetti.

“DONNE SCIENZA INVENZIONE CARRIERA – Progetto di Gianna Martinengo”
Dalle esperienze alle skill al role model, viaggio tra le professioniste e scienziate che stanno facendo progredire il mondo della scienza italiano e internazionale. Interviste a “mente aperta” anticipate da un viaggio nei diversi mercati dell’innovazione.

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