L’energia straordinaria di una donna imprenditrice che fornisce energia green: Sabrina Corbo e la sua carriera eco-friendly

sabrina corbo green network

L’energia sarà impalpabile come i sogni, ma Sabrina Corbo è riuscita a rendere concreto il suo, di sogno, proprio fornendo energia. Unendo passione e intraprendenza. La sua a quella del marito. Ingegnere elettrico lui, esperta di diritto commerciale e societario lei, nel 2003 hanno fondato Green Network: società che opera nel mercato energetico.

luce elettrica

“L’intraprendenza in fondo è una forma di energia” ci dice dal suo ufficio di Londra. “E proprio dalla nostra voglia di metterci in gioco, eravamo due giovani professionisti allora, io avevo 30 anni, mio marito 33, è nata la nostra società che fornisce energia green, un’azienda di famiglia tra i giganti di Stato”. Un’azienda che, dopo aver fornito energia elettrica e gas al mercato italiano, è approdata anche Oltremanica. “Siamo la prima azienda italiana a fornire energia e gas agli inglesi”.

fornitura gas green network

Solare e determinata, Sabrina Corbo si racconta con passione. Racconta come siano partiti da zero – coraggiosi? “Sì, ma soprattutto visionari” – e racconta come l’impegno, lo studio e la fiducia in sé stessi siano fondamentali per coltivare i propri sogni: “credere nei propri sogni è ciò che ti spinge ad accettare le sfide”.

Sabrina Corbo è convinta che “le idee si realizzino se si ha il coraggio di mettersi in gioco e di uscire dalla cosiddetta comfort zone”. Lei l’ha fatto facendo gioco di squadra con il marito e così, unendo le reciproche competenze, hanno deciso di fare impresa.

Ma se il desiderio di realizzare quel sogno comune ha innescato la spinta propulsiva, l’impegno è l’energia che da allora alimenta la sua vita professionale.

«Senza impegno e studio anche le idee più promettenti rischiano di rimanere tali. Io ho studiato tanto e continuo a farlo ogni volta che affronto una nuova avventura. L’ho fatto all’inizio, quando, dopo anni in diversi studi legali internazionali, ho deciso di entrare nel settore energetico, che fino ad allora era il settore delle aziende di Stato. L’ho fatto quando mi sono trasferita a Londra per capire se anche qui il mercato dell’energia pulita potesse essere sviluppato». E continua a farlo pensando al futuro e alle nuove sfide da affrontare. Come azienda. Come società. Come donna.

economia circolare energia pulita

Sabrina Corbo, oggi lei fornisce energia a oltre un milione di clienti tra Italia e Regno Unito. Un bel traguardo che – come racconta con soddisfazione – di fatto ha raggiunto partendo da zero, dopo aver lasciato gli studi legali per dedicarsi all’energia green.

«Ne vado orgogliosa in effetti, ho dovuto imparare tutto, con umiltà, perché il mondo dell’energia l’ho preso in prestito da mio marito. All’inizio non sapevo cosa fosse l’energia, non ne conoscevo il mercato. Quindi ho studiato, tanto, per capire il libero mercato dell’energia ma anche come funziona un’azienda. Perché di fatto sono una manager imprenditrice: ho questo doppio ruolo. Da un lato sono (co)fondatrice e (co)proprietaria dell’azienda, dall’altra sono la manager che lavora, investe, progetta, programma. E affronta i cambiamenti.

Dopo tredici anni di attività in Italia, per esempio, mi sono trasferita a Londra per far crescere l’azienda: è stata la prova delle prove e aver raggiunto nel Regno Unito la dimensione di medium size e circa 800mila clienti in meno di tre anni è una grande vittoria, personale e aziendale».

Poco meno di venti anni fa, lei ha scelto di investire in energie rinnovabili e green. Oggi l’Unione Europea punta sulla decarbonizzazione, quindi vuole accelerare la transizione energetica, per contrastare la crisi climatica. L’obiettivo: un’UE a impatto climatico zero entro il 2050. Quali sono secondo lei le sfide della sostenibilità?

«Transizione energetica e efficienza energetica. A questo dobbiamo puntare. Dobbiamo puntare a un’economia circolare, dobbiamo connettere tutti i fattori produttivi mettendo al centro la tutela dell’ambiente, dobbiamo raggiungere le quote stabilite dall’UE di energia da rinnovabili. Tutto questo non può essere un’utopia. Ma l’obiettivo da perseguire. È difficile, è complicato. Ma dobbiamo farlo. Tutti insieme.

fonti rinnovabili

Noi siamo nati Green: volevamo distinguerci dagli altri fornitori. In questi anni abbiamo investito solo sulla produzione da fonti rinnovabili perché era il giusto momento di farlo: oggi come allora. Del resto il nostro nome lo dice chiaramente: siamo e vogliamo essere la “rete dei verdi”. Siamo natural born green e all’epoca, quando siamo nati, nel 2003, eravamo i primi a crederci. Oggi siamo contenti di vedere che la nostra direzione è da sempre stata quella giusta perché si è capito chiaramente che non possiamo più permetterci di non salvaguardare il nostro pianeta. È un problema che ci riguarda tutti, per cui tutti dobbiamo fare la nostra parte facendo attenzione e, se necessario, cambiando i nostri stili di vita. Qui in Inghilterra, per esempio, il governo è già intervenuto a bandire la commercializzazione di alcuni prodotti di plastica su tutto il suo territorio. Sono passi importanti per facilitare il cambiamento».

green business

In quest’ottica a settembre avete intrapreso un nuovo business, sia in Italia sia in UK, lanciando Green Network Store?

«Sì. È una piattaforma internazionale di vendita di prodotti green, eco-friendly. Prodotti che fanno parte della nostra vita quotidiana: per tutta la famiglia, per la casa, per il beauty. In effetti, siamo partiti dall’idea di voler ampliare il concetto di “energia = bolletta” considerando che, in realtà, l’energia pulita può far parte della nostra vita reale più di quanto immaginiamo. In fondo l’energia serve per produrre ciò che ci serve nel quotidiano e se vogliamo davvero essere “circolari” dobbiamo da un lato scegliere energia pulita e dall’altro cambiare le nostre abitudini nella scelta di ciò che acquistiamo, scegliendo la tutela l’ambiente.

energia pulita

Per questo la nostra piattaforma di e-commerce Green Network Store vende prodotti esclusivamente sostenibili. Sono convinta infatti che anche come cittadini e consumatori possiamo e dobbiamo fare la differenza, per esempio scegliendo prodotti più sostenibili, fabbricati con un basso impatto ambientale, che a loro volta possano essere riciclati e riutilizzati. Perché il cambiamento è necessario e urgente e non possiamo più permetterci di scaricare le responsabilità sugli altri: pensando, per esempio, che solo i produttori di energia debbano cambiare. Ognuno di noi deve farlo, a cominciare dalle piccole azioni quotidiane».

Com’è nata l’idea di vendere prodotti sostenibili e green?

«Un cliente e mia figlia tredicenne, a distanza di pochi giorni, mi hanno fatto aprire gli occhi. Il Customer Service un giorno mi presenta la richiesta di un cliente inglese, che ci chiedeva se oltre all’energia vendessimo altri prodotti “green”. Non nego che inizialmente ho trovato la richiesta insolita: mi son detta “cos’altro potrei offrire se sono fornitore di energia” che non siano sempre i soliti prodotti di efficienza energetica ormai troppo gettonati? Qualche giorno dopo arriva la richiesta di mia figlia: voleva uno zaino nuovo. Quando le ho chiedo perché desiderasse proprio quello zaino, che esteticamente non faceva impazzire, mi ha spiegato che era realizzato con plastica riciclata recuperata dagli oceani. Insomma, voleva proprio quello e non altri zaini perché era sostenibile, voleva contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Così è nata l’idea di creare Green Network Store».

Senta, a chi suggerisce che in tempi di crisi (sanitaria, sociale ed economica) sia opportuno mettere da parte la green economy perché altre sarebbero le priorità, si può obiettare che non necessariamente servono nuove risorse, basterebbe reindirizzare gli investimenti dai fossili alle rinnovabili, e in secondo luogo che la stessa transizione energetica (oltre che necessaria per fronteggiare la crisi climatica) può creare posti di lavoro?

«Esattamente. Transizione energetica significa fare i giusti investimenti ed è necessario farli per il futuro dei nostri figli. Investimenti che fanno girare l’economia. Per esempio io stessa lanciando questo nuovo business ho assunto personale per portare avanti il nuovo progetto, e scegliendo di vendere solo prodotti green ho scelto di sostenere tutti i produttori di prodotti ecosostenibili. È un circuito, una rete dei verdi che si alimenta e si sostiene e che ci responsabilizza delle nostre scelte quotidiane.

green business network

Siamo noi a definire il nostro futuro scegliendo di preservare l’ambiente, scegliendo fonti rinnovabili e energia pulita. Insomma, se è vero che ogni business deve essere redditizio è altrettanto vero che un business green ha valore per il contributo che dà alla salvaguardia dell’ambiente, ma produce anche valore in termini economici. E sono tanti gli investimenti green che gratificano entrambi i lati della medaglia: quello economico e quello ecologico ed etico».

Sabrina Corbo quest’anno è stata premiata come Tecnovisionaria per la sua carriera di imprenditrice e per l’entusiasmo con cui affronta le sfide e guarda al futuro, offrendo anche un modello di riferimento alle giovani donne che progettano il loro futuro. Qual è l’ostacolo più grande, secondo lei, che una donna deve affrontare ancora oggi nel fare carriera?

«Gli stereotipi. Perché dobbiamo lottare contro tanti stereotipi che ostacolano il nostro cammino. Basti pensare che ancora oggi certe cariche e certi ruoli sono considerati maschili. Per questo è fondamentale riuscire a fare rete, perché dobbiamo essere noi stesse amiche di noi stesse, e insieme far sentire la nostra voce».

Del resto l’avere successo nel lavoro è considerato più importante per un uomo che una donna: ce lo dice un’indagine Istat**. E dati europei*** indicano che in media, la retribuzione oraria delle donne in UE è inferiore a quella degli uomini del 16 % e che solo il 67 % delle donne ha un’occupazione, contro il 78 % degli uomini.

Proprio a tal proposito la presidente Ursula von der Leyen ha ricordato che la parità di genere è un principio fondamentale dell’Unione europea, un principio che deve ancora diventare realtà. E ha ricordato che “nel mondo degli affari, in politica e nella società nel suo complesso potremo raggiungere il nostro pieno potenziale solo utilizzando tutti i nostri talenti e la nostra diversità. Impiegare soltanto la metà della popolazione, la metà delle idee e la metà dell’energia non è sufficiente”.

«Come non essere d’accordo. La situazione sta pian piano cambiando e deve continuare a cambiare. Perché la valorizzazione dei talenti e delle competenze femminili, quindi più donne nei ruoli apicali, non potrà che giovare alla società e alle aziende. Il mio settore per esempio è ancora prettamente maschile: io sono una delle pochissime amministratrici delegate di aziende del settore energia. Questo non mi ha mai spaventato, ma non posso negare che soprattutto all’inizio ho dovuto dimostrare di essere la persona giusta al posto giusto».

*Fonti: “Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia” 2020, CEN- Circular Economy Network ed ENEA; “L’economia circolare in Italia”, Legambiente-Ipsos.

**https://www.istat.it/it/archivio/235994

***https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/aid_development_cooperation_fundamental_rights/gender_equality_strategy_factsheet_it.pdf

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